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Posts Tagged ‘Social networks’

Presa di coscienza: la piena realizzazione del previsto merger tra social media e marketing è ancora lontana. I tentativi, come si è visto, sono innumerevoli – a volte pregevoli, molto spesso deprecabili. L’errore fondamentale è principalmente uno: l’aver cercato di veicolare gli stessi contenuti da un media (Tv) all’altro (web 2.0) senza capire le profonde differenze che intercorrono tra i due. Senza considerare lo scarto tra knowledge e understanding.

Un evidenza, questa, sottolineata anche da Forrester Research, che ha da poco condotto una ricerca sul tema analizzando i tentativi di Social Network Marketing di 16 compagnie globali provenienti da 4 diverse industrie: automotive, media, IT e consumer. Praticamente tutti rimandati.
Solo la BMW Serie 1 ha passato gli esami, mentre metà delle aziende prese in esame ho totalizzato un punteggio pari o addirittura inferiore a zero.

Seondo Forrester, sono tre i principali errori in cui cadono le aziende che intraprendono programmi di social media marketing:

  1. I marketers usano troppo spesso i social network ad esclusivo scopo di rapido word of mouth, creando contenuti facilmente divulgabile ma dimenticando che uno dei concetti chiave del 2.0 è che i contenuti devono poter essere creati dagli utenti stessi..
  2. Un altro grave errore sono le scarse possibilità di far interagire tra loro i membri all’interno di una community. Le aziende, all’interno dei propri spazi su questi nuovi media, dovrebbero incentivare al massimo lo scambio e l’interazione, promuovendo forum, lanciando discussioni, permettendo di esprimere giudizi ad esempio sui propri prodotti.
  3. Infine ci si dovrebbe ricordare che in quest’universo prima di promuovere è fondamentale ascoltare. Quasi tutte le companies hanno peccato di reticenza nell’entrare in prima persona all’interno del medium, rimanendone solo promotori e osservatori ma senza coinvolgersi. Creando così un distacco facilmente avvertibile dagli utenti.

L’intera ricerca Forrester è scaricabile qui, anche se ad un costo non tra i più accessibili.

Forrester ha preso in esame un panel molto ristretto di aziende. Gli sbarchi in questo nuovo mondo dei nuovi media si ripetono quotidianamente ed esponenzialmente, attirati dalla fertilità di questa terra e anche – o soprattutto – per non rimanere indietro rispetto ai competitors.
La stessa Forrester ha una radicata presenza all’interno del social media world con 12 blogs, una Discussion Board interattiva, un account twitter ed un canale YouTube.
Oltre che ovviamente una pagina dedicate su Facebook, che resta il principale bacino di contenuti di social marketing.

Anche qui basti vedere il numero crescente di fan pages e applicazioni company generated: le prime sono appannaggio quasi esclusivamente di retailer (soprattutto fashion – vedi H&M – e food come KFC e Taco Bell). Ma ci provano anche i media, dal New York Times all’ Economist, fino ai periodici Condè Nast (Traveller e Vogue Uomo per citarne due…).

A mio avviso la più interessante resta la Career Page di creata da Ernst & Young per fare recruiting via Facebook.
Poca roba invece sul fronte delle Applicazioni, dove si va dal “wink” sponsorizzato dalle lenti Acuvue, al network allestito da Visa per i piccoli imprenditori…

Idee buone non ne mancano, cosi come le opportunità. Un pò più di comprensione non solo dei meccanismi ma anche delle logiche del mezzo potrebbe portare a buoni risultati.

Per adesso è un 5/6.

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Le esigenze di un cliente mi hanno costretto a rispolverare un po’ di strumenti PR per il lancio di start up. Mi è quindi tornato alla memoria un post recentemente letto e pubblicato un paio di mesi fa su TechCruch, che ospitava come guest author l’ottimo Brian Solis.

Il fondatore e capo di FutureWorks, nonchè maître à penser dell’arte dello spin e della comunicazione ai tempi del 2.0 è stato interrogato su quali che siano trucchi e segreti per promuovere al meglio la propria start up ai giorni nostri. Ne sono nati 12 secrets particolarmente lungi dall’essere segreti nè tantomeno originali (chiaro che il target non siano PR pros ma sperduti imprenditori per cui comunicazione è sinonimo di adv).

L’unico spunto a mio avviso valevole d’approfondimento mi è sembrato essere l’ultimo:

Secret #12
Follow the Conversations and Join In

As much as media and blogger relations drive traffic and increase your user base, we can’t overlook the importance of social networks such as Facebook, Twitter, Pownce, Jaiku, Digg, Reddit, StumbleUpon, Delicious, Diigo, FriendFeed, Ning, Mixx, Bebo, Get Satisfaction, Google and Yahoo Groups (among many, many others). When executed and managed correctly, and genuinely, the referring numbers can outperform the best articles and posts and the relationships that you create within these networks will prove incredibly valuable throughout the life of your company. This isn’t about promotion or social network spam. This is about dialog driven by the insight you garner from listening to and reading the people who are talking about your company – with or without your direct participation.

Try searching for your company, product, or competitor’s name in any of the above networks or any other social network, to see how they’re being discussed. By researching individual conversations, threads, and/or groups, you’ll find strategic points of entry across the board. This does take time, and may prove too overwhelming for you to run individually. Hiring a community manager or empowering your PR team to do so is a great place to start, that way they can point you to the conversations that require your attention or handle them directly. Listening is as important as publishing. The best listeners make the best conversationalists. Make sure to keep a Google Alert for your company, spokespersons, and products. Reading and responding is critical to managing perceptions, sharing expertise, and building loyalty.

There’s no question, you have to compete for attention and in order to do so effectively and genuinely, you need someone who can help tell your story, the right way, through the people who reach your customers. It’s not an overnight process and it’s not something to “be gamed.” It’s a process of investing in, building and leveraging relationships now and in the long term. And yes, if you do things right, bloggers, reporters, and analysts will want to talk to you about your company and vision along the way.

Un buon punto di partenza per parlare di Social Media Release, e di evoluzione del comunicato stampa verso la multimedialità e la diffusione virale sulla rete.

La social media release è pensata per essere in grado di veicolare, oltre che testi, anche contenuti in formato video, audio, presentazioni e link per approfondimenti.

Attraverso una serie bookmark posti in calce, chi riceve un social media release può decidere di condividerlo all’interno di social network ampliando all’infinito i fruitori del contenuto.

In molti si fanno padri sia dell’etimologia che del concetto. In Italia, alcuni dei migliori esempi di SMR portano in calce il logo Burson-Marsteller, che ha contribuito molto alla causa (sopratutto BM Italia, che è addirittura riuscita a tradurre, esportare ed imporre il proprio modello a livello EMEA). Una breve e veloce rassegna esemplificativa si può trovare qui (…many thanks to Maurino).

Ma per allargare la propria conoscenza sull’argomento non si può che tornare a Brian Solis e a quest’ottimo enciclopedico post. Tutto ciò che avevate sempre voluto sapere sui SMR..

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