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Posts Tagged ‘Flickr’

Il cosa definisca un PR 2.0 è un’annosa questione. La rete esonda di definizioni e punti di vista, ma a mio avviso il modo migliore per comprenderne il succo è prendersi del tempo (non poco…) e dedicarsi alla lettura di questo post, che rende omaggio a Tamar Weinberg e alla sua dedizione nello scomodare quanti più inerenti maitre-a-penser , da Geoff Livingstone a Brian Solis, per domandare loro: what traits define a Social Media Marketer?

E non puntualizzatemi il fatto che tra PR e marketer c’è più di una sottile differenza. Un altro degli infiniti pregi (o vantaggi) del web 2.0 è proprio l’aver livellato molte le differenze, creando un campo di gioco così neutro e sperimentale che è paragonabile alle origini del marketing e della comunicazione come l’abbiamo intesa dagli albori del 900.

Il gioco è aperto e facilmente contaminabile.

La comunicazione in quanto sociale diventa patrimonio di tutti: così come il marketing, così come le PR.

Così come la creatività, così come la musica e l’immagine.

Ed ecco che con un volo pindarico ritorno a Tamar ed al suo post decorato di immagini tratte da Digital Bites – lo stupendo set di Flickr di Will Lion.

Immagini in Creative Commons che aiutano a trasmettere la potenza dei Social Media e la loro potenzialità in termini PR.

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Ti dà una piacevole sensazione, un misto tra sollievo e orgoglio, constatare che il proprio lavoro non è superfluo come tre quarti del mondo grida a gran voce. Comunque giri, ci sarà sempre qualcuno pronto a metterti una mano sulla spalla, guardarti con occhi tracimanti comprensione e dirti nel più polite dei modi che per brandizzare un peep-show è poco indicato usare una grassa mucca.

Le immagini trascendono il linguaggio scritto e parlato, andando oltre quel vincolo che lega emittente e destinatario alla condivisione di regole sintattiche. Tra i compiti del buon PR p è implicita anche l’applicazione di regole e codici che garantiscano gli esiti conoscitivi della rappresentazione. E quindi di far in modo che vi sia congruenza tra rappresentazione e ciò che vogliamo esprimere.

Questo non vuol dire solo evitare di rappresentare una lap dancer con l’immagine di una vacca, ma anche di tener presente regole e teorie sul colore e applicare le giuste tecniche di rappresentazione, come il disegno, la fotografia, la pittura. Un PR pro per essere tale deve annoverare nel proprio bagaglio culturale anche conoscenze che vadano dalla storia dell’arte alla teoria della Gestalt.

In tempi di 2.0, l’icongrafia – almeno in rete – passa ormai per un unico eccellente canale, Flickr, che purtroppo rimane ancora uno strumento relativamente utilizzato in ambiti PR, nonostante le straordinarie potenzialità in termini di creatività e diffusione.

Gli esempi di best practices sono comunque migliaia, non solo a livello icononico, ma anche a livello di nuovi utili tool che ne derivano. Gli esempi di best practices sono comunque migliaia, non solo a livello icononico, ma anche a livello di nuovi utili tool che ne derivano.

Basti pensare a Retrievr, che permette – semplicemente disegnando o uploadando immagini – di matcharle con la vastissima libreria Flickr, trovando immagini che combacino in termini di colori, forme e sfumature (per la gioia di tutti I brand manager e di Ernst Mach).

Un altro – meno riuscito – esempio è Colorpickr, dove il match è incentrato però solo sul colore, e con una libreria Flickr molto ridotta (a meno che non piacciano particolarmente I graffiti).

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