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Posts Tagged ‘Blogger Relations’

Continuando il discorso Twitter

Nel precedente post ho cercato di elencare quali che siano i pregi e i benefici di usare twitter per promuovere il proprio brand (e più in generale di come fare business con twitter).
La rete si sta popolando sempre più di saggi e dispense sull’argomento – critici o entusiastici – ma c’è un generico consiglio che trascende molti dei post dedicati al Corporate Twitting, e mi sento di contribuire a propagare quest’eco.

Il consiglio è semplice come la realtà dei microblogging ed è stato il parto naturale del vastissimo filone di bloggers che hanno in odio il pr spamming (un odio che si traduce spesso in un diretto astio verso la categoria stessa, che faccia spam o meno).
Lo spam è un punto molto caldo della spesso difficile relazione bloggers-pr e sicuramente il principale argomento di dibattito e di incomprensione (sento sempre più spesso parlar di colleghi che partendo da incaute blogger relations si sono trovati a gestire una crisi).

Il consiglio/regola per chiunque voglia fare o promuovere il proprio business via tweets è essere umani.

thanks mallix for having uploaded this under CC..

thanks mallix for having uploaded this under CC..

Twitter è un media sociale e per questo ha una platea sociale di utenti attivi consapevoli ed affermanti la propria identità. Utenti che vanno inanzitutto ascoltati e dei quai bisogna indagare per prima cosa esigenze ed interessi (usate TwitterSearch per vedere come parlano di voi e della vostra azienda).

E essere umani significa non agire come l’azienda ma come persone (rendersi conto che dietro ogni twitter account c’è una persona vera) e seguire la conversazione.

Un modo per far ciò è scrivere anche di quello che non concerne direttamente il proprio prodotto, ma allagare le vedute del proprio business. Si veda l’utile twitter di Jet Blue che dà consigli di viaggio, o quello di Whole Foods che suggerisce anche ricette.
La parola chiave è partecipazione (partecipare alla conversazione).
Un altro modo può essere invece far parlare i dipendenti – invece di uno logo – come fa la Dell.

Fondamentale poi saper intercettare al meglio domande e richieste dei propri consumatori. In questo è regina (anche solo perché pionere) la Comcast, che ha deviato buona parte del suo customer care su twitter, con risultati che lasciano sperare possa essere uno step presto intrapreso da molte companies.

Bene tenere a mente poi che – come in tutte le conversazioni – è buona regola non solo rispondere ma anche fare domande. Lo polidirezionalità dello scambio dev’essere una prerogativa di ogni media che vuole essere usato in modo sociale.

Il rischio, a non voler seguire queste piccole semplici regole, è di diventare una figura ormai sempre più rigorrente nei post dei blogger più influenti e che può mettere a serio rischio la relazione con questi. Il rischio è di diventare quello che Shannon Paul ben descive come that (social media) guy.

Come capire se si è uno di questi? Sempre Shannon opta per 5 semplici step indicativi:

Are you that guy? Here are 5 things that guy does to inspire hatred and annoyance in social media circles:

1. Set up a Twitter account and tweet about your product/blog/website/agenda more than 50 percent of the time.
2. Post comments on blogs with the sole purpose of promoting your product – Bonus points for adding extra links to your product/blog/website/agenda.
3. Keep all communication professional. Don’t bother engaging in conversation that is irrelevant to your professional agenda, keep your motivations secret and avoid offering personal opinions. After all, your opinions may differ from those you’re trying to pitch.
4. Quickly dismiss all posts that might be considered negative as being uninformed or lacking in information. Contradict the author, but make no attempt to clarify or offer an explanation that might be helpful for the discussion.
5. Wait to get involved in social media until your product is ready to launch or has already launched. Don’t get involved in social networks until you have your strategy outlined since you won’t know who you should be targeting.

E’ una logica comunque piuttosto naturale. I social media sono fondamentalmente conversazione. Immaginatevi di partecipare ad una conversazione in cui c’è uno degli ospiti che non la smette di parlare del nuovo prodotto lanciato dalla propria azienda o un altro che cerca in tutti i modi di vendervi qualcosa.
E poi pensate ad un terzo invitato che sapete benissimo lavori per una compagnia aerea ma che invece di tediarvi elencando le fantastiche tariffe in offerta per la stagione vi racconta di un posto in cui vi sono cascate altre 130 metri il cui fronte supera il chilometro in lunghezza.

Voi chi ascoltereste più volentieri?

Sarete allora voi stessi a chieder lui come arrivare in questo posto.
E lui sarà felicissimo di offrirvi una convenientissima risposta.

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Le esigenze di un cliente mi hanno costretto a rispolverare un po’ di strumenti PR per il lancio di start up. Mi è quindi tornato alla memoria un post recentemente letto e pubblicato un paio di mesi fa su TechCruch, che ospitava come guest author l’ottimo Brian Solis.

Il fondatore e capo di FutureWorks, nonchè maître à penser dell’arte dello spin e della comunicazione ai tempi del 2.0 è stato interrogato su quali che siano trucchi e segreti per promuovere al meglio la propria start up ai giorni nostri. Ne sono nati 12 secrets particolarmente lungi dall’essere segreti nè tantomeno originali (chiaro che il target non siano PR pros ma sperduti imprenditori per cui comunicazione è sinonimo di adv).

L’unico spunto a mio avviso valevole d’approfondimento mi è sembrato essere l’ultimo:

Secret #12
Follow the Conversations and Join In

As much as media and blogger relations drive traffic and increase your user base, we can’t overlook the importance of social networks such as Facebook, Twitter, Pownce, Jaiku, Digg, Reddit, StumbleUpon, Delicious, Diigo, FriendFeed, Ning, Mixx, Bebo, Get Satisfaction, Google and Yahoo Groups (among many, many others). When executed and managed correctly, and genuinely, the referring numbers can outperform the best articles and posts and the relationships that you create within these networks will prove incredibly valuable throughout the life of your company. This isn’t about promotion or social network spam. This is about dialog driven by the insight you garner from listening to and reading the people who are talking about your company – with or without your direct participation.

Try searching for your company, product, or competitor’s name in any of the above networks or any other social network, to see how they’re being discussed. By researching individual conversations, threads, and/or groups, you’ll find strategic points of entry across the board. This does take time, and may prove too overwhelming for you to run individually. Hiring a community manager or empowering your PR team to do so is a great place to start, that way they can point you to the conversations that require your attention or handle them directly. Listening is as important as publishing. The best listeners make the best conversationalists. Make sure to keep a Google Alert for your company, spokespersons, and products. Reading and responding is critical to managing perceptions, sharing expertise, and building loyalty.

There’s no question, you have to compete for attention and in order to do so effectively and genuinely, you need someone who can help tell your story, the right way, through the people who reach your customers. It’s not an overnight process and it’s not something to “be gamed.” It’s a process of investing in, building and leveraging relationships now and in the long term. And yes, if you do things right, bloggers, reporters, and analysts will want to talk to you about your company and vision along the way.

Un buon punto di partenza per parlare di Social Media Release, e di evoluzione del comunicato stampa verso la multimedialità e la diffusione virale sulla rete.

La social media release è pensata per essere in grado di veicolare, oltre che testi, anche contenuti in formato video, audio, presentazioni e link per approfondimenti.

Attraverso una serie bookmark posti in calce, chi riceve un social media release può decidere di condividerlo all’interno di social network ampliando all’infinito i fruitori del contenuto.

In molti si fanno padri sia dell’etimologia che del concetto. In Italia, alcuni dei migliori esempi di SMR portano in calce il logo Burson-Marsteller, che ha contribuito molto alla causa (sopratutto BM Italia, che è addirittura riuscita a tradurre, esportare ed imporre il proprio modello a livello EMEA). Una breve e veloce rassegna esemplificativa si può trovare qui (…many thanks to Maurino).

Ma per allargare la propria conoscenza sull’argomento non si può che tornare a Brian Solis e a quest’ottimo enciclopedico post. Tutto ciò che avevate sempre voluto sapere sui SMR..

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