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Ti dà una piacevole sensazione, un misto tra sollievo e orgoglio, constatare che il proprio lavoro non è superfluo come tre quarti del mondo grida a gran voce. Comunque giri, ci sarà sempre qualcuno pronto a metterti una mano sulla spalla, guardarti con occhi tracimanti comprensione e dirti nel più polite dei modi che per brandizzare un peep-show è poco indicato usare una grassa mucca.

Le immagini trascendono il linguaggio scritto e parlato, andando oltre quel vincolo che lega emittente e destinatario alla condivisione di regole sintattiche. Tra i compiti del buon PR p è implicita anche l’applicazione di regole e codici che garantiscano gli esiti conoscitivi della rappresentazione. E quindi di far in modo che vi sia congruenza tra rappresentazione e ciò che vogliamo esprimere.

Questo non vuol dire solo evitare di rappresentare una lap dancer con l’immagine di una vacca, ma anche di tener presente regole e teorie sul colore e applicare le giuste tecniche di rappresentazione, come il disegno, la fotografia, la pittura. Un PR pro per essere tale deve annoverare nel proprio bagaglio culturale anche conoscenze che vadano dalla storia dell’arte alla teoria della Gestalt.

In tempi di 2.0, l’icongrafia – almeno in rete – passa ormai per un unico eccellente canale, Flickr, che purtroppo rimane ancora uno strumento relativamente utilizzato in ambiti PR, nonostante le straordinarie potenzialità in termini di creatività e diffusione.

Gli esempi di best practices sono comunque migliaia, non solo a livello icononico, ma anche a livello di nuovi utili tool che ne derivano. Gli esempi di best practices sono comunque migliaia, non solo a livello icononico, ma anche a livello di nuovi utili tool che ne derivano.

Basti pensare a Retrievr, che permette – semplicemente disegnando o uploadando immagini – di matcharle con la vastissima libreria Flickr, trovando immagini che combacino in termini di colori, forme e sfumature (per la gioia di tutti I brand manager e di Ernst Mach).

Un altro – meno riuscito – esempio è Colorpickr, dove il match è incentrato però solo sul colore, e con una libreria Flickr molto ridotta (a meno che non piacciano particolarmente I graffiti).

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Le esigenze di un cliente mi hanno costretto a rispolverare un po’ di strumenti PR per il lancio di start up. Mi è quindi tornato alla memoria un post recentemente letto e pubblicato un paio di mesi fa su TechCruch, che ospitava come guest author l’ottimo Brian Solis.

Il fondatore e capo di FutureWorks, nonchè maître à penser dell’arte dello spin e della comunicazione ai tempi del 2.0 è stato interrogato su quali che siano trucchi e segreti per promuovere al meglio la propria start up ai giorni nostri. Ne sono nati 12 secrets particolarmente lungi dall’essere segreti nè tantomeno originali (chiaro che il target non siano PR pros ma sperduti imprenditori per cui comunicazione è sinonimo di adv).

L’unico spunto a mio avviso valevole d’approfondimento mi è sembrato essere l’ultimo:

Secret #12
Follow the Conversations and Join In

As much as media and blogger relations drive traffic and increase your user base, we can’t overlook the importance of social networks such as Facebook, Twitter, Pownce, Jaiku, Digg, Reddit, StumbleUpon, Delicious, Diigo, FriendFeed, Ning, Mixx, Bebo, Get Satisfaction, Google and Yahoo Groups (among many, many others). When executed and managed correctly, and genuinely, the referring numbers can outperform the best articles and posts and the relationships that you create within these networks will prove incredibly valuable throughout the life of your company. This isn’t about promotion or social network spam. This is about dialog driven by the insight you garner from listening to and reading the people who are talking about your company – with or without your direct participation.

Try searching for your company, product, or competitor’s name in any of the above networks or any other social network, to see how they’re being discussed. By researching individual conversations, threads, and/or groups, you’ll find strategic points of entry across the board. This does take time, and may prove too overwhelming for you to run individually. Hiring a community manager or empowering your PR team to do so is a great place to start, that way they can point you to the conversations that require your attention or handle them directly. Listening is as important as publishing. The best listeners make the best conversationalists. Make sure to keep a Google Alert for your company, spokespersons, and products. Reading and responding is critical to managing perceptions, sharing expertise, and building loyalty.

There’s no question, you have to compete for attention and in order to do so effectively and genuinely, you need someone who can help tell your story, the right way, through the people who reach your customers. It’s not an overnight process and it’s not something to “be gamed.” It’s a process of investing in, building and leveraging relationships now and in the long term. And yes, if you do things right, bloggers, reporters, and analysts will want to talk to you about your company and vision along the way.

Un buon punto di partenza per parlare di Social Media Release, e di evoluzione del comunicato stampa verso la multimedialità e la diffusione virale sulla rete.

La social media release è pensata per essere in grado di veicolare, oltre che testi, anche contenuti in formato video, audio, presentazioni e link per approfondimenti.

Attraverso una serie bookmark posti in calce, chi riceve un social media release può decidere di condividerlo all’interno di social network ampliando all’infinito i fruitori del contenuto.

In molti si fanno padri sia dell’etimologia che del concetto. In Italia, alcuni dei migliori esempi di SMR portano in calce il logo Burson-Marsteller, che ha contribuito molto alla causa (sopratutto BM Italia, che è addirittura riuscita a tradurre, esportare ed imporre il proprio modello a livello EMEA). Una breve e veloce rassegna esemplificativa si può trovare qui (…many thanks to Maurino).

Ma per allargare la propria conoscenza sull’argomento non si può che tornare a Brian Solis e a quest’ottimo enciclopedico post. Tutto ciò che avevate sempre voluto sapere sui SMR..

Check out the Simpsons episode titled “New Kids on the Blecch

Lisa: You have recruiting ads on TV. Why do you need subliminal messages?

LT. Smash: It’s a three-pronged attack: Subliminal, liminal, and superliminal.

Lisa: Superliminal?

LT. Smash: I’ll show you. (He opens the window and shouts at Lenny and Carl, who are standing on the corner) Hey, you! Join the Navy!

Carl: Uh, yeah, all right.

Lenny: I’m in…

Organizzando alcune slides per una presentazione è ri-emersa una issue che avevo seguito con interesse quasi un anno fa, quando saltò fuori dalla rete Where are the Joneses?, online sitcom in creative commons. Tralasciando la storia (lei scopre che è figlia di un donatore di sperma, quindi road trip Europeo alla ricerca di fratelli frutto dello stesso seme..), a far notizia fu la componente wiki. La sceneggiatura – in fieri e user generated – era gestita e composta attraverso la maggior parte dei social network e tools affini – Facebook, MySpace, Flickr, Twitter e blogs – con ampi spazi dedicati.

Grazie ancora a Neil Perkin, Only Dead Fish e Slideshare...

Grazie ancora a Neil Perkin, Only Dead Fish e Slideshare...

Ma più che per i contenuti e la filosofia, è interessante guardarsi i video e girare tra i post, per seguire – parallelamente all’evoluzione degli eventi – l’evoluzione del marketing.

L’intera opera è infatti sponsorizzata dalla Ford (non a caso è un kinda-road-movie): una sponsorhip resa evidente da un piccolo banner (fra l’altro privo di link…) posto sulle pagine dei siti dedicati e che si concretizza in alcune inquadrature del logo (per altro non invasive) sulla macchina viola della protagonista.

E’ proprio questa non invasività l’elemento caratterizzante di questa sponsorizzazione, in controtendenza rispetto a molti competitors le quali iniziative online tendono a celare i propri finanziamenti prima, per poi esondare in copiosi messaggi non-subliminali dopo.

Uno dei vari (molti) produttori, Herny Normal della Baby Cow, dichiarò ai tempi: ‘We’re doing this purely from a comedy angle. There’s not overt advertising in the entire thing. It’s paid for by Ford and they getproduct placement, but we don’t linger on the car or say how great it is. It’s quite a brave move from Ford to explore this new media.”

Il soft-touch Ford porta evidenti benefici: i bloggers non hanno particolarmente a cuore l’Adv – tantomeno se subliminale – e in tempi di CSR l’onesta a livello di finanziamento è un affare ancor prima che una virtù.

Bella case history.

whats-next-in-media

Un bel esempio di knowledge transfer via .ppt

Slideshare sta assumendo sempre più le caratteristiche uno strumento fondamentale – non solo per la trasmissione di contenuti, ma anche come strumento stesso di corporate communication.

Lungi dall’essere il senso della vita, il documento offre comunque una facile e molto semplice panoramica su potenzialità del web networking ai tempi del 2.0, alcune delle quali ben applicabili all’universo marketing & PR, come il “flipping the funnel” di Godin o il drive circolare di brand e communities.


My monthly book suggestion :

Must-read

Must-read

Per recensioni check out: http://search.barnesandnoble.com/PR-20/Deirdre-Breakenridge/e/9780321510075

e

http://www.briansolis.com/2008/04/pr-20-putting-public-back-in-public.html

DIGGando mi è capitato di trovare quest’interessante esempio di campagna elettorale 2.0.

In tempi di users generated media, anche la politica si aggiorna e gli spot elettorali sono in piena megrazione dalle tv ai portali di video sharing. Trattasi però di traduzione degli stessi contenuti da un media all’altro.

E se invece di arrivare alla rete, dalla rete si partisse?

Valga l’esempio di Sean Tevis, impegnato a convincere gli utenti della rete a finanziargli la campagna. In piccole dosi. Spargendo nel frattempo qua e là piccole gocce di teoria e pratica di spin e branding elettorale, con qualche idea per PR pros interessati a votarsi al 2.0.

Check out: http://seantevis.com/kansas/3000/running-for-office-xkcd-style/

Is all a matter of brand..