Organizzando alcune slides per una presentazione è ri-emersa una issue che avevo seguito con interesse quasi un anno fa, quando saltò fuori dalla rete Where are the Joneses?, online sitcom in creative commons. Tralasciando la storia (lei scopre che è figlia di un donatore di sperma, quindi road trip Europeo alla ricerca di fratelli frutto dello stesso seme..), a far notizia fu la componente wiki. La sceneggiatura – in fieri e user generated – era gestita e composta attraverso la maggior parte dei social network e tools affini – Facebook, MySpace, Flickr, Twitter e blogs – con ampi spazi dedicati.
Ma più che per i contenuti e la filosofia, è interessante guardarsi i video e girare tra i post, per seguire – parallelamente all’evoluzione degli eventi – l’evoluzione del marketing.
L’intera opera è infatti sponsorizzata dalla Ford (non a caso è un kinda-road-movie): una sponsorhip resa evidente da un piccolo banner (fra l’altro privo di link…) posto sulle pagine dei siti dedicati e che si concretizza in alcune inquadrature del logo (per altro non invasive) sulla macchina viola della protagonista.
E’ proprio questa non invasività l’elemento caratterizzante di questa sponsorizzazione, in controtendenza rispetto a molti competitors le quali iniziative online tendono a celare i propri finanziamenti prima, per poi esondare in copiosi messaggi non-subliminali dopo.
Uno dei vari (molti) produttori, Herny Normal della Baby Cow, dichiarò ai tempi: ‘We’re doing this purely from a comedy angle. There’s not overt advertising in the entire thing. It’s paid for by Ford and they getproduct placement, but we don’t linger on the car or say how great it is. It’s quite a brave move from Ford to explore this new media.”
Il soft-touch Ford porta evidenti benefici: i bloggers non hanno particolarmente a cuore l’Adv – tantomeno se subliminale – e in tempi di CSR l’onesta a livello di finanziamento è un affare ancor prima che una virtù.
Bella case history.

